Ma come, non fai il sudoku ?

Posted on marzo 13 2006 by gpbiancoli

”Ma come, non fai il Sudoku? E’ un esercizio matematico meraviglioso, fa lavorare il cervello, e poi non serve sapere la matematica”.

Vero! Per fare il Sudoku, che non e’ un gioco matematico, non serve sapere la matematica, serve solo un po’ di capacita’ di osservazione. Ma per sapere la matematica, quella vera, occorre studiarla, e qui cominciano i dolori.

In tutti i paesi dell’Occidente, Italia compresa, a studiare la matematica, l’ingegneria e le scienze sono sempre meno ragazzi. Le universita’ non solo non sono in grado di sfornare il numero di scienziati e matematici che servono oggi, ma lo saranno sempre meno nei prossimi anni.

Questo in Occidente, un mondo che include l’America. Mentre in Oriente il trende’ opposto. India, Cina, Corea e altri paesi orientali al contrario stanno puntando ad educare in scienze, ingegneria e matematica un numero sempre piu’ alto di giovani e la Cina punta esplicitamente a diventare entro il 2020 il paese con il numero piu’ alto di scienziati del mondo.

Secondo il Science Report dell’Unesco del 2002, degli 830 miliardi di dollari investiti in ricerca e sviluppo il 31% stato realizzato in Oriente contro il 26% di tre anni prima. I dati dello scorso triennio non ci sono, ma potete giurarci che questa tendenza e’ semmai accelerata.

Nell’International Math Contest che si svolge ogni anno con la partecipazione di studenti di tutti i paesi, ai primi posti si piazzano regolarmente cinesi, indiani, coreani e pachistani. I ragazzi americani sono molto indietro nella classifica, quelli europei non si vedono nemmeno. Tutti sappiamo, ormai anche per l’esperienza diretta dell’outsourcing, che gli indiani sono tra i migliori matematici, scienziati, informatici ed economisti del mondo, e i cinesi non sono da meno.

Di fronte a questa realta’ si nota un paradosso. La potente America, che ancora oggi porta a casa pi premi Nobel in scienza di qualunque altro paese del mondo, e’ preoccupatissima. Da anni la National Academy of Science denuncia il calo delle iscrizioni studentesche alle facolta’ scientifiche, matematica in testa, e ha chiesto piu’ fondi per l’istruzione scientifica in generale.

La preoccupazione e’ data dal fatto che, secondo le stime, se anche oggi si rovesciasse il trend delle iscrizioni, si colmerebbe il gap fra domanda e offerta di cervelli in scienza, ingegneria e matematica solo verso il 2015.

Dopo anni di stolida incomprensione, nelle scorse settimane persino Bush ha capito l’antifona e nel discorso sullo Stato dell’Unione di fine gennaio ha annunciato la Competitiveness Iniziative, stanziando 6 miliardi di dollari in piu’ per ”incoraggiare l’innovazione e per dare ai figli della Nazione solide basi scientifiche e matematiche”.

Questo in America, un paese che comunque oggie’ ai vertici dell’innovazione scientifica in moltissimi campi.
In Europa invece si arranca come al solito. La conclamata strategia di Lisbonae’ ferma al palo e il divario con gli Usa e con l’Asia destinato ad allargarsi.

Dell‘Italia tacere bello. Tra pochi anni non avremo piu’ insegnanti di matematica alle superiori e la ricerca e’ la Cenerentola dell’Occidente.

Pero’ siamo bravissimi in Sudoku.

O meglio eravamo ! Perchè a toglierci questa soddisfazione ci ha pensato Veit Elser, un fisico che lavora alla Cornell University; mentre era alle prese con un problema di elaborazione delle immagini usate in biologia ha ideato un algoritmo che promette grandi progressi nella microscopia per diffrazione a raggi X, preziosissima nell’analisi delle strutture infinitesimali degli organismi.

Lo stesso algoritmo, tuttavia, ha una conseguenza imprevista: è applicabile anche al Sudoku con un effetto sorprendente. Li risolve tutti. (Link)

Fine del divertimento!

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