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	<title>Blog di Gian Piero Biancoli &#187; Top Post</title>
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	<description>Miro sempre a conquistare la luna, male che vada avrò vagabondato tra le stelle</description>
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		<title>Statistiche: occhio al paradosso di Simpson!</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 11:41:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gpbiancoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Humor]]></category>
		<category><![CDATA[Matematica ricreativa]]></category>
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		<description><![CDATA[Avere una tesi da dimostrare è già una bella cosa. Avere dei dati che supportano la nostra tesi è una cosa ancor più bella. Attenzione, però, a non lasciarsi prendere da facili entusiasmi: anche se i numeri non mentono, spesso possono trarre in inganno, specie se male interpretati. Il paradosso di Simpson è, in statistica, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.gianpierobiancoli.it/wp-content/uploads/2010/03/HomerStats.png" alt="" /></p>
<p style="text-align: left;">Avere una tesi da dimostrare è già una bella cosa. Avere dei dati che supportano la nostra tesi è una cosa ancor più bella.<br />
Attenzione, però, a non lasciarsi prendere da facili entusiasmi: anche se i numeri non mentono, spesso possono trarre in inganno, specie se male interpretati.<span id="more-441"></span><br />
Il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paradosso_di_Simpson">paradosso di Simpson</a> è, in statistica, la situazione in cui una relazione tra due fenomeni viene apparentemente modificata o persino invertita dai dati in possesso a causa di altri fenomeni non presi in considerazione nell&#8217;analisi.<br />
Eccone alcuni esempi divertenti:</p>
<ul>
<li>
<div style="text-align: left;"><strong>I professori di tedesco vivono più a lungo dei barbieri: fare il barbiere è dunque un mestiere a rischio?</strong></p>
<p>Se si diventa professori indicativamente a 30 anni e barbieri a 18, l&#8217;anzianità è già più alta ai nastri di partenza per cui non da stupirsi più di tanto.</p></div>
</li>
</ul>
<ul>
<li>
<div style="text-align: left;"><strong>A guardare le dentature perfette degli scheletri ritrovati a Creta, verrebbe da chiedersi &#8220;Quale misterioso dentifricio avevano scoperto nel XV secolo a.C.?&#8221;</strong></p>
<p>Nel XV secolo si moriva giovani, per cui è ovvio che le dentature fossero ancora integre.</p></div>
</li>
</ul>
<ul>
<li>
<div style="text-align: left;"><strong>Se per un certo tipo di operazione l&#8217;ospedale della Pietà ha una percentuale di riuscita del 70% e l&#8217;ospedale della Misericordia dell&#8217;80%, conviene farsi ricoverare in quest&#8217;ultimo?</strong></p>
<p>All&#8217;operazione si sottopongono due tipi di pazienti: gravi e lievi. Se, per esempio, la Pietà tratta per il 75% casi gravi con una probabilità di riuscita del 60%, mentre sui rimanenti casi lievi, il 25%, vanta il successo totale, e la Misericordia tratta per il 75% casi lievi su cui ha il 90% di riuscita e per il 25% casi gravi su cui ha una probabilità di riuscita del 50%, ecco che la Pietà è l&#8217;ospedale più conveniente.</p></div>
</li>
</ul>
<ul>
<li>
<div style="text-align: left;"><strong>Nella seconda guerra mondiale, con l&#8217;introduzione degli elmetti al posto dei normali berretti, la percentuale dei feriti alla testa, invece che diminuire, aumentò. Come mai?</strong></p>
<p>Quelli che prima, con il solo berretto, morivano per una scheggia alla testa, indossando un elmetto rimangono &#8220;solamente&#8221; feriti. Quindi l&#8217;aumento dei feriti, in percentuale, è ovvio.</p></div>
</li>
</ul>
<ul>
<li>
<div style="text-align: left;"><strong>In Arizona, è stata rilevata una percentuale di persone affette da problemi respiratori, molto più alta di quella riscontrata nel resto degli Stati Uniti. L&#8217;aria dell&#8217;Arizona causa problemi alle vie respiratorie?</strong></p>
<p>Classico caso in cui la deduzione è esattamente l&#8217;opposto della realtà. Il clima dell&#8217;Arizona è particolarmente indicato per la cura delle malattie respiratorie, per questo molte persone che soffrono di tali problemi, decidono di stabilirvisi.</p></div>
</li>
</ul>
<ul>
<li>
<div style="text-align: left;"><strong>In base a uno studio condotto in una scuola elementare, risulta che i bambini con i piedi più grandi risultano più bravi a scrivere dei bambini con i piedi più piccoli. La dimensione dei piedi influeza, dunque, l&#8217;abilità nella scrittura?</strong></p>
<p>La scuola elementare è frequentata da bambini di età diverse. E&#8217; normale che i più grandi, che hanno anche i piedi più grandi, sappiano scrivere meglio dei più piccoli di prima e seconda elementare.</p></div>
</li>
</ul>
<ul>
<li>
<div style="text-align: left;"><strong>I cantanti di successo sono primogeniti. Dunque i primogeniti sono spesso i più intonati?</strong></p>
<p>La percentuale dei primogeniti è sempre superiore a quella relativa ad altre categorie di figli, infatti si devono considerare primogeniti anche i figli unici</p></div>
</li>
</ul>
<ul>
<li>
<div style="text-align: left;"><strong>In una città dell&#8217;Europa settentrionale, si è notato un forte aumento demografico in concomitanza con un sensibile incremento dei nidi di cicogne: dunque la credenza popolare che la cicogna porti i neonati ha un fondamento?</strong></p>
<p>Esempio classico di scambio causa/effetto: L&#8217;aumento demografico ha comportato la costruzione di nuovi edifici e l&#8217;aumento conseguente del numero di comignoli su cui le cicogne costruiscono il proprio nido.</p></div>
</li>
</ul>
<ul>
<li>
<div style="text-align: left;"><strong>Gli ultimi casi di bullismo scolastico sono stati commessi da ragazzi che navigavano spesso su youtube. Sarebbe quindi una buona idea oscurare youtube?</strong></p>
<p>Esempio ricorrente nei pricipali organi di <del>dis</del>informazione televisiva e giornalistica. Considerato che un&#8217;italiano su tre usa youtube e che gli utilizzatori di internet sono prevalentemente giovani, si potrebbero attribuire a youtube tutti i crimini commessi dai giovani. Da un punto di vista statistico il 90% dei rapinatori di banca indossa un paio di jeans, ma a nessuno verrebbe in mente di vietarne la vendita per ragioni di sicurezza.</div>
</li>
</ul>
<p style="text-align: left;">P.S<br />
Ovviamente il Simpson del paradosso non è l&#8217;Homer dell&#8217;immagine! <img src='http://www.gianpierobiancoli.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Parcheggi &#8220;creativi&#8221; &#8211; BEST of 2009</title>
		<link>http://www.gianpierobiancoli.it/parcheggi-creativi-best-of-2009.html</link>
		<comments>http://www.gianpierobiancoli.it/parcheggi-creativi-best-of-2009.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 13:18:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gpbiancoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Humor]]></category>
		<category><![CDATA[Top 10]]></category>
		<category><![CDATA[Top Post]]></category>
		<category><![CDATA[Trivia e Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[Premessa: ho offuscato i numeri di targa, ma la speranza è che gli autori si riconoscano e si VERGOGNINO del loro comportamento arrogante e incivile. Un&#8217; ulteriore ambizione, seppur flebile, è che qualche vigile voglia provvedere a fare giustizia: sarei ben lieto di fornire gli originali. Certifico, ancora, che si tratta sempre di violazioni accertate; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-decoration: underline;">Premessa</span>: ho offuscato i numeri di targa, ma la speranza è che gli autori si riconoscano e si <strong>VERGOGNINO</strong> del loro comportamento arrogante e incivile. Un&#8217; ulteriore ambizione, seppur flebile, è che qualche vigile voglia provvedere a fare giustizia: sarei ben lieto di fornire gli originali.<span id="more-319"></span><br />
Certifico, ancora, che si tratta sempre di violazioni accertate; ad esempio le auto che vedrete occupare i parcheggi riservati ai disabili sono sempre prive di contrassegno.<br />
E infine &#8230; no, non c&#8217;è niente di artefatto, i parcheggi non sono stati fatti apposta e le foto non sono ritoccate (tranne gli offuscamenti delle targhe), insomma è tutto vero&#8230;. purtroppo.</p>
<p>Dopo il dovuto preambolo, ecco la mia personale classifica dei parcheggi più creativi del 2009.<br />
Avere in tasca una digitale oramai è alla portata di tutti, così, durante l&#8217;anno appena trascorso, mi sono <em>&#8220;divertito&#8221;</em> ad immortalare la <em>&#8220;miseria umana&#8221;</em> di alcuni automobilisti che con le loro &#8220;acrobazie&#8221; dimostrano tutta la loro arroganza e ottusità.<br />
Ma non perdiamoci in chiacchiere e partiamo dalla</p>
<p><strong>DECIMA POSIZIONE</strong> : un classico. Il parcheggio sul marciapiede che costringe i pedoni (in questo caso con carrozzina) a dover passeggiare per la strada. Unica attenuante è il cumulo di neve, ma non era obbligatorio parcheggiare proprio lì.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-329" title="parking_10" src="http://www.gianpierobiancoli.it/wp-content/uploads/2010/01/parking_10.jpg" border="1" alt="parking_10" width="400" height="300" /></p>
<p><strong>NONA POSIZIONE</strong> : Se sono occupati i posti auto, perchè non usare quelli degli scooter?</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-328" title="parking_09" src="http://www.gianpierobiancoli.it/wp-content/uploads/2010/01/parking_09.jpg" border="1" alt="parking_09" width="400" height="300" /></p>
<p><strong>OTTAVA POSIZIONE</strong> : un altro evergreen. L&#8217;occupazione del parcheggio dei disabili. Evidentemente qualcuno pensa che il solo accendere le quattro frecce di emergenza, renda la propria auto incorporea.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-327" title="parking_08" src="http://www.gianpierobiancoli.it/wp-content/uploads/2010/01/parking_08.jpg" border="1" alt="parking_08" width="400" height="300" /></p>
<p><strong>SETTIMA POSIZIONE</strong> : rispetto al precedente è un gradino più in alto per premiare il perfetto pendànt tra carrozzeria e righe del parcheggio.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-326" title="parking_07" src="http://www.gianpierobiancoli.it/wp-content/uploads/2010/01/parking_07.jpg" border="1" alt="parking_07" width="400" height="300" /></p>
<p><strong>SESTA POSIZIONE</strong> : non era facile mettersi così vicino al muro. Tra i pedoni si crea una selezione naturale: o sei <a href="http://magazine.excite.it/news/31640/Kate-Moss-il-suo-motto-pro-anoressia-scatena-le-polemiche">Kate Moss</a> e passi, oppure sei uno normale e attraversi la strada. Il divieto di fermata (quello di sosta era troppo poco) fanno schizzare questo &#8220;<em>genio</em>&#8221; in sesta posizione.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-325" title="parking_06" src="http://www.gianpierobiancoli.it/wp-content/uploads/2010/01/parking_06.jpg" border="1" alt="parking_06" width="300" height="400" /></p>
<p><strong>QUINTA POSIZIONE</strong> : comincia a vedersi non solo ignoranza, ma vera e propria arte. No le righe non le hanno disegnate dopo, c&#8217;erano già prima che questo &#8220;<em>genio</em>&#8221; parcheggiasse.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-324" title="parking_05" src="http://www.gianpierobiancoli.it/wp-content/uploads/2010/01/parking_05.jpg" border="1" alt="parking_05" width="400" height="300" /></p>
<p><strong>QUARTA POSIZIONE</strong> : che dire&#8230; se non è arte questa&#8230;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-323" title="parking_04" src="http://www.gianpierobiancoli.it/wp-content/uploads/2010/01/parking_04.jpg" border="1" alt="parking_04" width="725" height="300" /></p>
<p><strong>TERZA POSIZIONE</strong> : si entra nell&#8217;Olimpo. Un&#8217;auto sola non riusciva a bloccare completamente un passaggio pedonale, ma il beoti del volante sono molto solidali tra loro: eccone due!</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-322" title="parking_03" src="http://www.gianpierobiancoli.it/wp-content/uploads/2010/01/parking_03.jpg" border="1" alt="parking_03" width="771" height="300" /></p>
<p><strong>SECONDA POSIZIONE</strong> : Puro spettacolo.  Blocca il marciapiede, è davanti ad un un passo carrabile e sia davanti che dietro è pieno di posti liberi. Da applausi.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-321" title="parking_02" src="http://www.gianpierobiancoli.it/wp-content/uploads/2010/01/parking_02.jpg" border="1" alt="parking_02" width="624" height="300" /></p>
<p><strong>PRIMA POSIZIONE</strong> : va davvero commentata?</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-320" title="parking_01" src="http://www.gianpierobiancoli.it/wp-content/uploads/2010/01/parking_01.jpg" border="1" alt="parking_01" width="695" height="298" /></p>
<p>P.S. Sa avete foto per la mia collezione, scrivetelo nei commenti. Ringrazio fin da ora.</p>
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		<title>Matematici, strane persone</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 15:43:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gpbiancoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Humor]]></category>
		<category><![CDATA[Matematica ricreativa]]></category>
		<category><![CDATA[Top Post]]></category>
		<category><![CDATA[Trivia e Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;aspetto più affascinante della matematica è che, nonostante rappresenti la più totale astrazione dell&#8217;intelletto, prima o poi un collegamento con la realtà ce lo regala sempre. Si parte approfondendo uno studio anche solo per curiosità o per puro piacere  (l&#8217;affermazione di Pessoa  che &#8220;il binomio di Newton è bello come la venere di Milo, peccato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-275" title="homermath" src="http://www.gianpierobiancoli.it/wp-content/uploads/2009/10/homermath.jpg" alt="homermath" width="400" height="300" />L&#8217;aspetto più affascinante della matematica è che, nonostante rappresenti la più totale astrazione dell&#8217;intelletto, prima o poi un collegamento con la realtà ce lo regala sempre. Si parte approfondendo uno studio anche solo per curiosità o per puro piacere  (l&#8217;affermazione di Pessoa  che &#8220;il binomio di Newton è bello come la venere di Milo, peccato che pochi se ne accorgano&#8221; rende il concetto perfettamente) e si giunge a trovarne poi applicazione in un campo totalmente e inaspettatamente differente.<br />
Nel 200 a.C. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Apollonio_di_Perga">Apollonio di Perga</a> sviluppava i suoi studi sulle curve ellittiche per il puro piacere estetico. Solo nel 1630 Galileo Galilei dimostrò, nel &#8220;<em>Dialogo intorno a Due Nuove Scienze</em>&#8220;, che il moto di un proiettile è influenzato da diverse forze e, guarda caso, segue un percorso parabolico: gli studi di Apollonio, oltre che gradevolmente estetici, diventano utili.<br />
La storia della matematica è questa: spesso ci si avventura in meandri oscuri senza sapere dove possano portare ma con la certezza che, prima o poi, troveranno attinenza con il mondo che ci circonda al punto che Galileo stesso affermava che &#8220;<em>la matematica è l&#8217;alfabeto col cui Dio ha scritto l&#8217;universo</em>&#8220;.</p>
<p>E&#8217; con questa premessa, che vado a presentare una carrellata di articoli che, pur stravaganti, sono stati realmente pubblicati su riviste scientifiche. Di qualcuno non è ancora chiara l&#8217;utilità, di qualcuno nemmeno si può immaginare un&#8217;utilità,  ma tutti riflettono molto bene lo spirito dei matematici: persone curiose, puntigliose, anche divertenti, ma soprattutto con una buona dose di tempo da perdere.</p>
<ul>
<li><strong>Un modello matematico da applicare in caso di attacco da parte di Zombi</strong></li>
</ul>
<p style="padding-left: 30px;">Nonostante somigli più al delirio di un ubriaco che non a uno studio matematico, questo modello ha già trovato applicazione nello studio della diffusione di malattie con infezione latente. Era troppo facile stilare equazioni sull&#8217;andamento dei virus, molto più cool farlo sugli attacchi degli zombi.<br />
Fonti e approfondimenti : <a href="https://www.novapublishers.com/catalog/product_info.php?products_id=9750">Novapublishers</a> &#8211; <a href="http://www.wired.it/news/archivio/2009-08/17/il-modello-matematico-che-serve-a-sopravvivere-un-attacco-degli-zombie-attack.aspx">Wired</a></p>
<p style="padding-left: 30px;">
<ul>
<li><strong>Il lancio di una moneta non è un evento casuale</strong></li>
</ul>
<p style="padding-left: 30px;">Il titolo spiega già tutto. Non ci si può più fidare nemmeno del buon vecchio &#8220;Testa o croce&#8221;: a patto di lanciare la monetina con una buona forza, la faccia di partenza è leggermente favorita. E&#8217; dimostrato!<br />
Fonte : <a href="http://www.gianpierobiancoli.it/wp-content/uploads/2009/10/headswithJ.pdf">PDF articolo completo</a></p>
<p style="padding-left: 30px;">
<ul>
<li><strong>Storie d&#8217;amore e equazioni differenziali</strong></li>
</ul>
<p style="padding-left: 30px;">Giulietta ama Romeo, ma Romeo è alquanto capriccioso. Più Giulietta dimostra amore per Romeo, più questi la disprezza. Ma nel momento in cui la passione di Giulietta comincia a raffreddarsi, quella di Romeo comincia a crescere. E&#8217; lo studio di un evoluzione temporale di una storia d&#8217;amore tramite le equazioni differenziali. A cosa serve? Forse a far interessare gli studenti alle equazioni differenziali&#8230; forse.<br />
Fonte : <a href="http://www.gianpierobiancoli.it/wp-content/uploads/2009/10/Love-Affairs-and-Differential-Equations.pdf">PDF articolo completo</a></p>
<p style="padding-left: 30px;">
<ul>
<li><strong>La prova di Sommers che qualcosa esiste</strong></li>
</ul>
<p style="padding-left: 30px;">Sarebbe anche un risultato confortante, se non foss&#8217;altro che l&#8217;articolo mette in evidenza che la prova di Sommers che qualcosa esiste, è sbagliata!<br />
Fonte : <a href="http://www.gianpierobiancoli.it/wp-content/uploads/2009/10/sommers_proof_that_something_exists.pdf">PDF articolo completo</a></p>
<ul>
<li><strong> Come trovare soluzioni alle equazioni del campo di Einstein tramite errori di battitura sulla tastiera</strong></li>
</ul>
<p style="padding-left: 30px;">Mentre inserivano i dati di un problema in <a href="http://www.computeralgebra.nl/systemsoverview/special/tensoranalysis/sheep/productinfo.html">SHEEP</a>, un calcolatore specifico per sistemi algebrici, gli autori della tesi, avevano commesso alcuni errori di battitura. Grazie a questi errori, in seguito, hanno trovato nuove soluzioni per le equazioni del campo di Einstein. Sbagliando si impara!<br />
Fonte : <a href="http://www.gianpierobiancoli.it/wp-content/uploads/2009/10/generating_solutions.pdf">PDF articolo completo</a></p>
<p style="padding-left: 30px;">
<ul>
<li><strong>Frammentazione dei bastoncini: perchè gli spaghetti non si rompono in due parti</strong></li>
</ul>
<p style="padding-left: 30px;">Se gli spaghetti vadano o meno spezzati per cucinarli, viene lasciato decidere al gusto di ognuno.<br />
Invece, il motivo per il quale, in caso di flessione, non si rompono mai in due parti, ma sempre in tre o più, è l&#8217;argomento della tesi di Basile Audoly e Sebastien Neukirch.<br />
Fonte : <a href="http://www.gianpierobiancoli.it/wp-content/uploads/2009/10/audoly_neukirch_fragmentation.pdf">PDF articolo completo</a> &#8211; <a href="http://www.lmm.jussieu.fr/spaghetti/movies-1-pb.html">Filmati e approfondimenti</a></p>
<p style="padding-left: 30px;">
<ul>
<li><strong>Il cervello di Zaphod Beeblebrox e la cinquantanovesima riga del triangolo di Pascal</strong></li>
</ul>
<p style="padding-left: 30px;">Lo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Zaphod_Beeblebrox">Zaphod Beeblebrox</a> è davvero il personaggio della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guida_galattica_per_gli_autostoppisti_%28romanzo%29">Guida galattica per autostoppisti</a> di Douglas Adams; la serie di test che il personaggio decide di fare ai suoi due cervelli, suggerisce all&#8217;autore della tesi un approccio originale a un problema connesso al <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Triangolo_di_Pascal">triangolo di Pascal</a>.<br />
Fonte : <a href="http://www.gianpierobiancoli.it/wp-content/uploads/2009/10/beeb.pdf">PDF articolo completo</a></p>
<p style="padding-left: 30px;">
<ul>
<li>E <strong>dulcis in fundo</strong>,</li>
</ul>
<p style="padding-left: 30px;">l&#8217;unico, per ovvie ragioni, non pubblicato su riviste matematiche specializzate. <a href="http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20090917051206AAK3yeA">La risposta più interessante ad una domanda un po&#8217; delicata posta su Yahoo Answer</a></p>
<p style="padding-left: 30px;">Ogni commento è superfluo.</p>
<p>Matematici, strana gente!</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Tutto quello che volevate sapere sui captcha</title>
		<link>http://www.gianpierobiancoli.it/tutto-quello-che-volevate-sapere-sui-captcha.html</link>
		<comments>http://www.gianpierobiancoli.it/tutto-quello-che-volevate-sapere-sui-captcha.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 09:35:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gpbiancoli</dc:creator>
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		<guid isPermaLink="false">http://www.gianpierobiancoli.it/wordpress/tutto-quello-che-volevate-sapere-sui-captcha.html</guid>
		<description><![CDATA[Il CAPTCHA (acronimo di Completely Atomated Public Turing test to tell Computers and Humans Apart) è in pratica un test di Turing per far capire se dall&#8217;altra parte del PC c&#8217;è un umano o un robot. Col diffondersi del web 2.0, si è sentita sempre più l&#8217;esigenza di limitare il caricamento dei contenuti sul web [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://1.bp.blogspot.com/_kgngWpaCTlE/SBhOPW4dWcI/AAAAAAAAAFs/WoOroeflIQ8/s1600-h/title.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5194988195919256002" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_kgngWpaCTlE/SBhOPW4dWcI/AAAAAAAAAFs/WoOroeflIQ8/s400/title.jpg" border="0" alt="" /></a>Il CAPTCHA (acronimo di <span style="font-weight: bold;">C</span>ompletely <span style="font-weight: bold;">A</span>tomated <span style="font-weight: bold;">P</span>ublic <span style="font-weight: bold;">T</span>uring test to tell <span style="font-weight: bold;">Co</span>mputers and <span style="font-weight: bold;">H</span>umans <span style="font-weight: bold;">A</span>part) è in pratica un test di Turing per far capire se dall&#8217;altra parte del PC c&#8217;è un umano o un robot.<br />
Col diffondersi del web 2.0, si è sentita sempre più l&#8217;esigenza di limitare il caricamento dei contenuti sul web (commenti, news, video, ecc&#8230;) ai soli umani e di impedire che programmi preparati ad hoc intasassero forum e blog con fastidiosi messaggi di spamming inseriti in maniera automatica.</p>
<p><a href="http://1.bp.blogspot.com/_kgngWpaCTlE/SBhKFW4dWaI/AAAAAAAAAFc/DIhxqB8V5kM/s1600-h/captcha1.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5194983626074053026" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_kgngWpaCTlE/SBhKFW4dWaI/AAAAAAAAAFc/DIhxqB8V5kM/s400/captcha1.jpg" border="0" alt="" /></a>Bisognava trovare qualcosa che facesse capire che chi, per esempio, inseriva un commento in un blog fosse una persona in carne e ossa e non un software programmato.<br />
Si è pensato a un test molto semplice: prima di accedere a un servizio o pubblicare un commento, si deve digitare inserire una sequenza di numeri e lettere che compaiono distorte in un&#8217;immagine in modo che un cervello umano possa comunque capirne correttamente il significato e mettendo così fuori gioco un software che, come si sa, manca ancora della capacità interpretativa.</p>
<p>Indubbiamente inserire un captcha rappresenta una scocciatura, ma visto che comunque va fatto, perché non farlo a fin di bene? Nasce infatti l&#8217;idea di <a href="http://recaptcha.net/" target="blank">recaptcha</a>, ovvero proporre parole, tratte da libri scansionati, troppo sbiadite o stampate male per poter essere interpretati da un programma di riconoscimento del testo al posto di una sequenza di caratteri casuali.</p>
<p><a href="http://4.bp.blogspot.com/_kgngWpaCTlE/SBhMUG4dWbI/AAAAAAAAAFk/ugQ8kfblTUc/s1600-h/sample-ocr.gif" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5194986078500379058" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_kgngWpaCTlE/SBhMUG4dWbI/AAAAAAAAAFk/ugQ8kfblTUc/s400/sample-ocr.gif" border="0" alt="" /></a>Il funzionamento è molto semplice: ogni parola non interpretata dalla scansione OCR, viene proposta insieme ad un altra parola il cui significato è già noto; l&#8217;utente dovrà inserire entrambi i termini e se la risposta alla parola con significato noto è corretta, il sistema assumerà come corretta anche l&#8217;altra e permetterà l&#8217;accesso al servizio. Ovviamente non si fiderà di una sola risposta ma riproporrà la parola di difficile interpretazione ad altri utenti fino a quando avrà un numero elevato di risposte identiche. Semplicemente geniale.</p>
<p>L&#8217;idea del captcha è talmente buona che anche dagli spammer ne fanno uso per evitare di essere censurati dai filtri di protezione della posta.<br />
Invece di spedire  il messaggio in testo chiaro e facilmente analizzabile dai filtri antispam, si invia un immagine con il testo distorto (i filtri più precisi tentano un riconoscimento dei caratteri all&#8217;interno delle immagini).<br />
Un umano ne capisce lo stesso il senso, una macchina no e quindi il filtro rimane ingannato e la lascia passare</p>
<p><a href="http://3.bp.blogspot.com/_kgngWpaCTlE/SBhra24dWfI/AAAAAAAAAGE/5nwFqJ5-tw0/s1600-h/306335609_8d72e46960.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5195020279324957170" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_kgngWpaCTlE/SBhra24dWfI/AAAAAAAAAGE/5nwFqJ5-tw0/s400/306335609_8d72e46960.jpg" border="0" alt="" /></a><br />
Ma utilizzarne il principio a proprio uso, non era sufficiente, perchè riuscire a superare un captcha è una sfida con una posta in palio molto allettante per uno spammer; Hotmail e Gmail, per la cui registrazione è necessario inserire un captcha, sono domini appetitosi per i produttori di mail-spazzatura: il rischio di essere inseriti in qualche blacklist è nullo, se si considera l&#8217;enorme base di utenti registrati.<br />
Così, raffinando le tecniche di attacco, anche i captcha cadono: stando a <a href="http://securitylabs.websense.com/content/Blogs/2919.aspx" target="blank">WebSense</a>,  oggi bot può creare un 24 ore più di 1400 indirizzi email e contemporanemente spedire spam da questi. ()</p>
<p>E&#8217; tempo quindi di rimpiazzare i captcha con un sistema più efficace, ed ecco quello che hanno pensato i ricercatori della <a href="http://www.psu.edu/" target="blank">PENN STATE UNIVERSITY</a>;  per confermare che c&#8217;è un umano in carne e ossa dall&#8217;altra parte della tastiera, si dovrà procedere ad un test in due parti: la prima consiste nel cliccare col mouse nel centro di una qualsiasi immagine di un collage di foto (io ho cliccato sul centro dell&#8217;immagine del bicchiere in basso a sinistra)</p>
<p><a href="http://2.bp.blogspot.com/_kgngWpaCTlE/SBhmbm4dWdI/AAAAAAAAAF0/ypwDNHinIas/s1600-h/step1.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5195014794651720146" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_kgngWpaCTlE/SBhmbm4dWdI/AAAAAAAAAF0/ypwDNHinIas/s400/step1.jpg" border="0" alt="" /></a>e poi procedere ad identificare il soggetto di una seconda immagine scegliendo tra diverse opzioni possibili (nell&#8217;esempio un leone)</p>
<p><a href="http://4.bp.blogspot.com/_kgngWpaCTlE/SBhnoG4dWeI/AAAAAAAAAF8/SjjCOaYTI6g/s1600-h/step2.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5195016108911712738" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_kgngWpaCTlE/SBhnoG4dWeI/AAAAAAAAAF8/SjjCOaYTI6g/s400/step2.jpg" border="0" alt="" /></a>Questo secondo step ricorda molto <a href="http://images.google.com/imagelabeler/" target="blank">Google Image Labeler</a> il gioco usato da Google per etichettare le immagini e indicizzarne al meglio la ricerca.<br />
Anche qui il meccanismo è ben studiato: si prendono due utenti internet, si propongono ed entrambi delle immagini di cui dovranno descrivere il soggetto. Quando entrambi scrivono la stessa parola (tag) passano ad una nuova immagine guadagnando punti e la parola comune sarà poi utilizzata da Google per indicizzare la ricerca dell&#8217;immagine presentata.</p>
<div style="text-align: center;"><a href="http://1.bp.blogspot.com/_kgngWpaCTlE/SBhvXW4dWgI/AAAAAAAAAGM/TnWaXXrNG1s/s1600-h/imlabel01.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5195024617241926146" style="cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_kgngWpaCTlE/SBhvXW4dWgI/AAAAAAAAAGM/TnWaXXrNG1s/s400/imlabel01.jpg" border="1" alt="" /></a></p>
<p><a href="http://2.bp.blogspot.com/_kgngWpaCTlE/SBhvXm4dWhI/AAAAAAAAAGU/9vQu-kkbUPM/s1600-h/imlabel02.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5195024621536893458" style="cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_kgngWpaCTlE/SBhvXm4dWhI/AAAAAAAAAGU/9vQu-kkbUPM/s400/imlabel02.jpg" border="1" alt="" /></a></div>
<p>Potrebbe essere un trampolino di lancio per bypassare la nuova generazione di &#8230; captcha!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>10 buoni motivi per non fare assistenza agli amici</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jan 2008 15:06:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gpbiancoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Humor]]></category>
		<category><![CDATA[Top 10]]></category>
		<category><![CDATA[Top Post]]></category>

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		<description><![CDATA[Se lavori nell&#8217;ambiente informatico, avrai sicuramente un tuo gruppo di persone a cui ti sei ritrovato a fare assistenza, tuo malgrado. Non ti ricordi come è successo, ma una volta hai montato un masterizzatore a un amico, hai creato un sito per uno zio, hai reinstallato il sistema operativo a un tuo ex compagno di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5155376096242560786" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" src="http://3.bp.blogspot.com/_kgngWpaCTlE/R4uTPsQT7xI/AAAAAAAAADM/snICfnWClJQ/s320/stressPC.jpg" border="1" alt="" />Se lavori nell&#8217;ambiente informatico, avrai sicuramente un tuo gruppo di persone a cui ti sei ritrovato a fare assistenza, tuo malgrado.<br />
Non ti ricordi come è successo, ma una volta hai montato un masterizzatore a un amico, hai creato un sito per uno zio, hai reinstallato il sistema operativo a un tuo ex compagno di scuola, hai aiutato il figlio del vicino a fare una ricerca su wikipedia&#8230; sempre gratis.<br />
Tu te ne sei scordato il giorno dopo&#8230; ma loro no.</p>
<p>Ecco 10 motivi per cui non dovevi farlo:</p>
<p>(1) <strong>diventi automaticamente disponibile sempre e per sempre; a qualunque ora del giorno e della notte, ovunque tu sia: al lavoro, sotto la doccia&#8230;</strong><br />
&#8220;Pronto, ciao ti disturbo?&#8221;<br />
&#8220;Beh in questo momento sono in barca in ferie&#8230;&#8221;<br />
&#8220;Ah&#8230; ma tanto tu fai presto in queste cose. Senti ho il computer che quando lo accendo mi da errore 000x32F33. Cosa può essere? Sono disperato&#8230;&#8221;<br />
&#8220;Si, ma sono in mezzo al mare&#8221;<br />
&#8220;Va bene. Dimmi cosa devo fare&#8230;&#8221;</p>
<p>(2) <strong>diventi oggetto di una catena di passaparola selvaggio</strong>.<br />
&#8220;Aspetta che lo chiedo a un mio amico, lui di sicuro lo sa. Poi è molto alla mano e se ha tempo ti da una mano volentieri.&#8221;</p>
<p><a id="more-966"></a>(3) <strong>diventi automaticamente il responsabile e amministratore del PC</strong><br />
&#8220;Ti ricordi che l&#8217;anno scorso mi avevi installato quel programma per vedere i filmati? Ecco, stamattina, vado ad accendere il PC e non si accende più, cosa può essere successo? Non è che hai fatto qualcosa di strano?&#8221;</p>
<p>(4) <strong>devi conoscere tutti i programmi e tutti i sistemi operativi esistenti sul pianeta. Da Blender al GWBASIC, da Windows ME alle più improbabili distro di Linux. Dovrai saper fare tutto di tutto: non sono ammesse lacune per chi &#8220;conosce il computer&#8221;</strong><br />
&#8220;Senti, scusa se ti disturbo, ma ho un problema: come faccio ad importare un audiolibro con Itunes?&#8221;<br />
&#8220;Guarda, mi dispiace, ma non ho l&#8217;Ipod e Itunes non lo conosco&#8221;<br />
&#8220;Dai che tu ci capisci di sicuro più di me. In due minuti tu fai tutto&#8230;&#8221;</p>
<p>(5) <strong>diventi, per esteso, la prima persona da consultare per tutto ciò che funziona a corrente elettrica</strong><br />
&#8220;Ciao, scusa se ti disturbo, ma ho l&#8217;home theatre della sala che non funziona più bene. Tu guardi anche quelle cose lì? Perchè è da qualche giorno che si sente un fruscio dal vufer e magari bisogna solo cambiare un fusibile&#8230;&#8221;</p>
<p>(6) <strong>vieni visto come uno spacciatore di hardware</strong><br />
&#8220;Ciao, scusa se ti disturbo, volevo comprarmi un PC portatile, tu non è che hai delle bazze?&#8221;<br />
&#8220;No&#8221;<br />
&#8220;Come no? Lavorando nei computer vuoi che non ti passi sotto mano qualche occasione? Beh se hai qualcosa fammelo sapere, intanto mi daresti un&#8217;occhiata a dei preventivi che mi sono fatto fare?&#8221;</p>
<p>(7) <strong>devi sempre navigare nell&#8217;ignoto</strong>.<br />
&#8220;Ciao, scusa se ti rompo, ma il PC non va più&#8221;<br />
&#8220;Come non va più? Non si accende o cosa?&#8221;<br />
&#8220;No no, si accende ma poi non va&#8221;<br />
&#8220;Cos&#8217;è che non va? Il sistema operativo?&#8221;<br />
&#8220;Io non ci capisco mica niente&#8230; non va&#8221;<br />
&#8220;Ma che sistema operativo hai?&#8221;<br />
&#8220;Cosa vuoi che ne sappia io che sistema operativo ho&#8230;.cos&#8217;è il sistema operativo? Dove devo leggere? Guarda, fai prima se vieni qua a dare un&#8217;occhiata, aspetto, vai tranquillo, va bene anche stasera dopo il lavoro&#8230;&#8221;</p>
<p>(8)<strong> lavorarai sempre gratis&#8230; se va bene!</strong><br />
Al di là di qualche caffè offerto, non vedrai mai un soldo. Di sicuro, però, ne spenderai: viaggi, telefonate, probabilmente anche cavetti, vecchi componenti, batterie, viti, ecc&#8230;</p>
<p>(9) <strong>grazie alla tua disponibilità, sarai sempre sottovalutato e verrai classificato al massimo come &#8220;smanettone&#8221;.</strong><br />
I &#8220;tecnici&#8221;, quelli veri, fanno le stesse cose che fai tu (forse con meno cura), ma prendendo 80 euro all&#8217;ora, saranno visti come semidei.</p>
<p>(10) <strong>serve davvero un decimo motivo?</strong></p>
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		<title>La sicurezza, gli orsi e i bidoni&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2007 14:43:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gpbiancoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Top Post]]></category>

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		<description><![CDATA[La sicurezza è la &#8220;conoscenza che l&#8217;evoluzione di un sistema non produrrà stati indesiderati&#8221;: bel concetto, ma in pratica irrealizzabile. Nel campo dell&#8217;IT, si tratta di salvaguardare i sistemi informatici da potenziali rischi e violazioni, garantendo così confidenzialità, integrità e disponibilità dei dati. Garantire confidenzialità e disponibilità, contemporaneamente: ecco l&#8217;intoppo. Va da sè che più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-252" title="basket_bear" src="http://www.gianpierobiancoli.it/wp-content/uploads/2007/03/basket_bear1.jpg" alt="basket_bear" width="240" height="231" /></p>
<p>La sicurezza è la &#8220;conoscenza che l&#8217;evoluzione di un sistema non produrrà stati indesiderati&#8221;: bel concetto, ma in pratica irrealizzabile.<br />
Nel campo dell&#8217;IT, si tratta di salvaguardare i sistemi informatici da potenziali rischi e violazioni, garantendo così confidenzialità, integrità e disponibilità dei dati.<br />
Garantire <strong>confidenzialità </strong>e <strong>disponibilità</strong>, contemporaneamente: ecco l&#8217;intoppo.<br />
Va da sè che più un dato è confidenziale, meno sarà disponibile e vale anche il viceversa. Bisogna quindi trovare l&#8217;equilibrio perfetto: la ricerca di questo compromesso è la radice dell&#8217;eterna battaglia che perdura tra gli sviluppatori e gli utilizzatori dei dei programmi.</p>
<p>Se creo una casella di posta elettronica il cui accesso richiede l&#8217;inserimento di 3 password, due captcha e qualche riscontro biometrico, le email saranno (quasi) certamente al sicuro, ma per consultarle occorrerà avere molta, molta pazienza. Viceversa, se la mia casella di posta elettronica richiede solo l&#8217;inserimento di un carattere per accedervi, potrò consultarla velocemente, ma non mi fiderei troppo a lasciarci dentro le email della banca.</p>
<p>Ecco un piccolo esempio che sintetizza il compromesso tra sicurezza e usabilità (fonte <a href="http://yro.slashdot.org/comments.pl?sid=191810&amp;cid=15757347">slashdot</a>)</p>
<p><em>Negli anni Ottanta, lo Yosemite National Park stava avendo un grosso problema con gli orsi: vagavano nei campeggi e si mettevano a rovistare nei bidoni dell’immondizia. Questo rappresentava un rischio per gli orsi e per le persone. Allora il Servizio del Parco cominciò a installare bidoni dell’immondizia corazzati e difficili da aprire: bisognava far ruotare un paletto, allineare due parti di una maniglia, cose del genere. Ma pare che sia piuttosto arduo indovinare il corretto design per questi bidoni. Se sono troppo complessi, nemmeno le persone riescono ad aprirli per depositare l’immondizia. Un ranger del parco ha detto “Vi è un’incredibile sovrapposizione fra l’intelligenza degli orsi più brillanti e quella dei turisti più stupidi”.<br />
</em><br />
È un compromesso difficile da raggiungere. Le persone sono intelligenti, ma impazienti e poco propense a impiegare troppo tempo nella risoluzione di un problema. Gli orsi sono stupidi, ma tenaci e propensi a impiegare ore e ore per risolvere il problema. Dati questi due vincoli, non è affatto semplice creare un bidone dell’immondizia che possa al tempo stesso funzionare per le persone e non per gli orsi.</p>
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